Descrizione estesa
un volume pubblicato da Edizioni Effigi
Restituire un nome, una storia e un'identità alle persone che hanno perso la vita durante gli anni della guerra. È questo l'obiettivo del percorso avviato dal Comune di Piancastagnaio per ricostruire e valorizzare la memoria della comunità durante la Seconda guerra mondiale, che culminerà giovedì 15 ottobre con l'inaugurazione della mostra allestita nei locali delle ex carceri della Rocca Aldobrandesca.
Il progetto nasce dal lavoro di ricerca condotto dal giornalista e ricercatore locale Giuseppe Sani, attraverso la consultazione dell'Archivio comunale e di numerosi documenti originali: lettere, attestazioni, comunicazioni e altre testimonianze che hanno permesso di ricostruire le vicende personali di cittadini pianesi coinvolti negli eventi bellici.
Un percorso che ha già avuto un primo importante momento nell'aprile scorso, con l'installazione sul Monumento ai Caduti di due nuove lastre sulle quali sono stati incisi 52 nomi di concittadini morti durante la Seconda guerra mondiale. I nomi sono stati così restituiti alla memoria collettiva e affidati alla pietra, creando un unico luogo della memoria capace di raccogliere il sacrificio della comunità nei conflitti del Novecento.
“La mostra – spiega l’assessore alla Cultura del comune di Piancastagnaio, Pierluigi Piccini - rappresenta ora il secondo momento di un percorso di conoscenza nei confronti dei nostri concittadini caduti in guerra. Attraverso pannelli realizzati utilizzando, nella quasi totalità dei casi, documenti provenienti dall'Archivio comunale, sarà possibile conoscere più da vicino le persone che si trovano dietro quei nomi. I documenti sono stati riprodotti, scannerizzati e ingranditi, diventando parte integrante di un'esposizione pensata come un percorso da leggere e approfondire”.
La ricerca ha consentito di ricostruire anche vicende rimaste a lungo nell'ombra: dalle lettere inviate alle famiglie alle storie di prigionia e di guerra, fino alla vicenda di un partigiano di Piancastagnaio che combatté in Emilia.
Il lavoro confluisce inoltre nel volume pubblicato da Edizioni Effigi, con prefazione dell'assessore Pierluigi Piccini, nel quale la ricerca di Sani amplia lo sguardo alle diverse vicende che hanno segnato la comunità pianese durante il conflitto.
«La memoria – conclude l'Amministrazione comunale – non è soltanto conservazione del passato, ma uno strumento attraverso il quale una comunità può riconoscersi e comprendere meglio la propria storia. In un tempo nel quale è sempre più necessario ricostruire legami e senso di appartenenza, restituire un nome e una storia a chi è stato dimenticato significa rafforzare la memoria collettiva e il rapporto tra le generazioni».
Giuseppe Sani ha aggiunto: “Il capillare lavoro di ricerca che ho svolto – commenta Sani - è arrivato al secondo step con la pubblicazione del libro I nomi e le macerie e la mostra allestita presso la Rocca. Si è levato il velo su delle storie dolorose e delle ferite che dopo 80 anni una comunità deve rimarginare. Il prossimo passo, il più difficile, sarà la pacificazione tra chi ha combattuto su due fronti opposti tenendo ben presente che ci vuole rispetto di fronte alla morte ma le vittime non possono essere uguali davanti alla storia”.
La mostra sarà inaugurata giovedì 15 ottobre nei locali delle ex carceri della Rocca Aldobrandesca di Piancastagnaio.