Descrizione estesa
È stato ufficialmente avviato il progetto GO FASHIONRICCIO, finanziato nell'ambito del Complemento per lo Sviluppo Rurale (CSR) della Regione Toscana, che punta a trasformare il riccio di castagna – oggi considerato un sottoprodotto agricolo – in una nuova risorsa per la bioeconomia circolare, con applicazioni innovative nei settori dell’agroalimentare e della moda sostenibile.
Nei giorni scorsi è stato sottoscritto l’atto costitutivo del partenariato che impegna i soggetti coinvolti alla realizzazione del progetto, coordinato dal Comune di Piancastagnaio in qualità di capofila.
Il partenariato è composto da: Comunità del Cibo e dell’Agrobiodiversità del Monte Amiata; Università degli Studi di Siena; Azienda Agricola Capocchi Barbara; Azienda Agricola Il Forbiciaio; Terre d’Amiata di Giglioni Michele; CIA Toscana; CIPA-AT Sviluppo Rurale Toscana; Agricoltura è Vita Etruria S.r.l.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare una risorsa oggi poco utilizzata, promuovendo un modello innovativo di economia circolare capace di ridurre gli sprechi, contenere le emissioni di CO₂ e generare nuove opportunità di sviluppo per le imprese agricole e manifatturiere del territorio amiatino.
Tra i principali risultati attesi figurano la creazione di una filiera sostenibile per il recupero e la trasformazione del riccio di castagna, lo sviluppo di estratti bioattivi naturali per applicazioni nella conservazione alimentare, la produzione di biomateriali innovativi e bioplastiche destinate al settore moda, il trasferimento di competenze e innovazione alle aziende coinvolte e il rafforzamento della competitività e della sostenibilità delle aree rurali del Monte Amiata.
“GO FASHIONRICCIO rappresenta un esempio concreto di come innovazione, ricerca e tradizione possano dialogare per generare nuove opportunità di sviluppo sostenibile per il nostro territorio. – dichiara Fabiana Ciancimino, Assessore all’Agricoltura del Comune di Piancastagnaio - Attraverso la collaborazione tra enti pubblici, università, aziende agricole e soggetti del sistema rurale, puntiamo a dare valore a un sottoprodotto della filiera castanicola, trasformandolo in una risorsa capace di creare benefici economici, ambientali e occupazionali. Si tratta di un progetto che rafforza il ruolo del Monte Amiata come laboratorio di innovazione legata alle produzioni agricole e alla sostenibilità”.
Prende forma quindi un percorso che unisce ricerca scientifica, valorizzazione delle risorse locali e sviluppo di nuove filiere produttive, contribuendo a costruire modelli di crescita sostenibile per le aree rurali della Toscana.