Descrizione estesa
Da qualche giorno sono apparsi Cinque lupi in bronzo nei pressi della Rocca Aldobrandesca di Piancastagnaio. Potrebbero essere scesi dai boschi dell’Amiata, spingendosi fino all’interno del paese. Sono opere di Davide Rivalta (Bologna, 1974), oggi tra gli scultori italiani più riconosciuti sulla scena internazionale nel campo della scultura monumentale e dell'arte pubblica. Da anni l’artista si concentra sulla figura animale, che non tratta come soggetto decorativo o allegorico, ma come presenza fisica capace di entrare in tensione con il luogo che la accoglie: lo interroga e ne trasforma la percezione. I cinque lupi non illustrano nulla, stanno, abitano lo spazio aperto, ne misurano il silenzio e il rapporto con il paesaggio circostante.
"Davide Rivalta. Bolognese, classe 1974, ha costruito gran parte del suo lavoro il suo lavoro intorno all’animale: rinoceronti, bufale, leonesse, gorilla, e i lupi. Bestie modellate in studio e fuse in bronzo, lasciate volutamente nel loro non-finito — la superficie che trattiene il gesto delle dita nella creta, gli strappi, la materia ancora viva. Ma il cuore della sua poetica non è la forma: è la collocazione. I suoi animali non stanno mai su un basamento. Niente piedistallo, niente diaframma che dica “questa è arte, guardatela da lontano”. Stanno per terra, dove camminiamo noi. Non li guardiamo: li incontriamo. […] Il filosofo francese Baptiste Morizot, che ai lupi ha dedicato pagine bellissime, la chiama “diplomazia con i viventi”: condividere un territorio con chi non è come noi senza doverlo per forza addomesticare o eliminare. Donna Haraway, dall’altra parte dell’oceano, parlerebbe di companion species, le specie compagne che diventano ciò che sono solo nella relazione reciproca. È precisamente quello che questi lupi mettono in scena: non l’animale contro di noi, non al posto nostro, ma insieme a noi, nello stesso paese, sotto gli stessi alberi.” - Pierluigi Piccini, Assessore alla cultura di Piancastagnaio
“I lupi di Davide Rivalta arrivano a Piancastagnaio: si tratta di cinque sculture di lupi di dimensioni naturali che l’artista ha installato nel cuore del paese, innescando un dialogo tra arte contemporanea, paesaggio e identità del territorio. L’intervento si inserisce in un contesto di straordinaria ricchezza culturale e ambientale: Piancastagnaio - con la sua suggestiva Rocca, il Palazzo Bourbon del Monte, il Borgo e le preziose fonti - vive sul margine col bosco, tra civiltà e natura, tra storia umana e geografia dell’Amiata. Non è difficile, allora, trovarsi a tu per tu con le forze della natura e con il selvatico. Il selvatico non è soltanto ciò che vive fuori dalla città o ai margini dell’abitato. È una dimensione che continua ad abitare in noi, nei luoghi e nella cultura: una memoria profonda di primitive relazioni, radicata nell’inconscio, che resiste sotto la superficie della vita contemporanea. I lupi di Davide Rivalta rendono visibile questa presenza nascosta, ma non la rappresentano come minaccia; innescano piuttosto un incontro con ciò che abbiamo progressivamente allontanato da noi stessi. Il selvatico non arriva da fuori, ma riaffiora da una dimensione sempre presente. Gli animali di Davide Rivalta sono presenze vive, portatrici di una forza e un’energia che non si esaurisce, ma si rinnova ogni volta, nell’incontro." - Antonella Nicola, organizzatrice, cultural producer e curatrice del progetto DAVIDE RIVALTA.WILD "I lupi che Davide Rivalta ha installato appena all’esterno della Rocca di Piancastagnaio, hanno seguito un istinto. In quella tranquillità che può esistere solo come negazione della ferocia, si cela un’istintualità tanto interna quanto esterna al lavoro. Eccoli che si avvicinano al paese, ai luoghi mondani, dove la vita umana è stata creata ponendo barriere da quella animale. Eppure, con naturalezza, loro sono arrivati." Mirco Marino, curatore della mostra Osservatorio: Mormorii
L'arrivo dei lupi a Piancastagnaio si inscrive in un momento di particolare visibilità internazionale dell'artista. Dal 21 aprile 2026 Rivalta ha disseminato Stoccolma di tredici sculture animali in bronzo con il progetto Blowing Figures into Space, promosso dall'Istituto Italiano di Cultura "C.M. Lerici" e dall'Ambasciata d'Italia in Svezia, con il sostegno della Casa Reale Svedese e della Città di Stoccolma; l'installazione resterà visibile fino al 31 agosto 2027. Parallelamente è protagonista della personale a Ryhad ad Al Nafal Park “Mergining Landscascapes”, curata da Omar Al Braik. Dal 2019 due suoi leoni sono collocati in esposizione permanente al Palazzo del Quirinale a Roma. I suoi interventi nello spazio pubblico hanno attraversato Antibes, Neuchâtel, Gstaad e Mougins, fino ai più recenti progetti open-air di Riyadh e Stoccolma. Che cinque dei suoi lupi abbiano scelto i pressi della Rocca di Piancastagnaio come dimora è, per la nostra comunità, motivo di legittimo orgoglio.
Domenica 21 giugno si terrà l'inaugurazione ufficiale dell'installazione WILD di Davide Rivalta. Nel corso della giornata avrà luogo anche la presentazione del catalogo della mostra Osservatorio: Mormorii, che raccoglie e documenta il percorso espositivo ospitato alla Rocca e la consegna alle Contrade di Piancastagnaio degli stendardi realizzati dagli artisti della mostra, un gesto che lega l'opera contemporanea alla memoria viva del paese e alle sue tradizioni. Si ringrazia Fonderia Artistica De Carli e PN Trasporti.
OSSERVATORIO. MORMORII Francesca Banchelli, Francesco Carone, Rä di Martino, Namsal Siedlecki Opere e stendardi per Piancastagnaio A cura di Mirco Marino In collaborazione con Antonella Nicola PROROGATA FINO AL 31 AGOSTO A completamento e arricchimento dell’esposizione delle opere presso la Rocca Aldobrandesca, è stato chiesto a ciascun artista di progettare uno stendardo ispirato a una delle Contrade di Piancastagnaio, ripercorrendo così la tradizione delle bandiere e dei vessilli medievali. Quattro sono gli artisti presenti nella mostra presso la Rocca Aldobrandesca: Francesca Banchelli, Francesco Carone, Rä di Martino, Namsal Siedlecki, come 4 sono le contrade di Piancastagnaio: Castello, Borgo, Coro e Voltaia. Ognuna di queste contrade, simboleggia un mondo, racconta una storia propria, così come gli artisti, ognuno con la propria poetica, il proprio linguaggio e la propria espressività. Gli stendardi realizzati su disegno degli artisti, resteranno di proprietà del Comune di Piancastagnaio e verranno presentati al pubblico il giorno 21 giugno, in un momento inaugurale con i figuranti delle quattro contrade di Piancastagnaio. I tessuti sono stati offerti da Gori Tessuti srl di Calenzano (FI), mentre la confezione è stata prodotta da Bottega Toscana di Piancastagnaio.